La vita di Caravaggio
Caravaggio
è il soprannome di Michelangelo Merisi (1571-1610), pittore di
origine lombarda figlio di un architetto. Nei suoi anni di
apprendistato Caravaggio si muove sulle esperienze della pittura
lombardo-veneta, in particolare di artisti quali Giovan Gerolamo
Savoldo o Giovan Battista Moroni, nei quali compare già un
controllo delleffetto cromatico-luminoso che potremmo
definire, a posteriori, di caravaggesca sensibilità. Nel 1593
Caravaggio giunse a Roma per restarvi fino al 1606. In questi
tredici anni di soggiorno romano lartista maturò la sua
grande cifra stilistica, che lo portò ad essere uno dei maggiori
riferimenti di tutta la pittura europea del XVII secolo e oltre.
A Roma condusse una vita sregolata, segnata da episodi non sempre
chiari, fino a quando, il 29 maggio 1606 uccise un ragazzo per un
banale litigio. Fu quindi costretto a fuggire e cominciò una
peregrinazione che si chiuse, quattro anni dopo, con un epilogo
non felice. Dopo essersi stabilito per un anno a Napoli, fu
costretto a riparare a Malta, onde sfuggire allestradizione
che ne aveva chiesto lo Stato pontificio. Qui rimase per un certo
tempo ma poi, per contrasti avuti con lOrdine dei Cavalieri
di Malta, fu costretto a fuggire nuovamente. Si portò in Sicilia
dove si spostò tra Siracusa, Messina e Palermo.
Nellottobre del 1609 fu di nuovo a Napoli e qui, dopo
alcuni mesi, fu riconosciuto da alcuni Cavalieri di Malta e
ferito in un agguato. Dopo essersi ripreso dalle gravi ferite, fu
raggiunto dalla notizia che il papa gli avrebbe perdonato
lomicidio compiuto. Si diresse verso Roma via mare e
sbarcò a Porto Ercole. Qui fu arrestato e poi rilasciato dopo
due giorni. Ma dopo aver constatato che era stato derubato di
tutto, fu preso da forti febbri e morì sulla spiaggia di Porto
Ercole il 18 luglio 1610. Si concludeva così, a meno di
quarantanni, la vita di uno dei più grandi pittori mai
esistiti, che passerà alla storia come il prototipo
dellartista maledetto: il genio che vive la sua vita al di
là dei limiti, andando inevitabilmente incontro ad un destino
tragico, perché non potrà conciliare diversamente la sua natura
umana con la sua prepotente genialità.
Le opere di Caravaggio sono divenute tutte celeberrime, e
costituiscono ognuna unicona stessa dellarte
pittorica, divenute modelli per infinite ispirazioni. Ma, dovendo
sintetizzare lenorme contributo che Caravaggio diede alla
pittura europea del suo tempo, due sono i punti di maggior forza
ed interesse: il realismo e leffetto-notte.
La prima grande novità della sua pittura è che Caravaggio non
trasfigura mai i suoi soggetti. Se egli prende un ragazzo di
strada per farlo posare come modello per un Bacco, nel quadro che
realizza, il Bacco rappresentato avrà le fattezze precise del
modello: non unastratta immagine convenzionale che possiamo
attribuire al dio greco, ma il ritratto sputato di un ragazzo del
primo Seicento.
Questo realismo così intenso ed esasperato nasceva da una
posizione concettuale molto distante dai precetti pittorici
rinascimentali. Il pittore non era tenuto a conoscere la
geometria precisa (conoscibile solo intellettualmente) dei corpi
e dello spazio che rappresentava, ma ad osservare attentamente
solo ciò che locchio proponeva alla visione. Le posizioni
sono antitetiche: in un quadro rinascimentale vi è la chiarezza
dellimmagine, che è chiara nella sua struttura interna
anche se non sempre visibile. Nei quadri di Caravaggio
limmagine è solo ciò che appare dalla visione: ciò che
non si vede non interessa. Unattenzione così puntuale ed
intensa a cogliere il dato visibile gli impedisce qualsiasi
idealizzazione o trasfigurazione del reale. La sua pittura ha
unaderenza così intima e totale alla realtà che con lui,
in pratica, nasce il realismo nella pittura moderna. E ne deriva
una diversa concezione estetica: larte non è più il luogo
dove la realtà trova un ordine nuovo basato sulle aspettative di
bellezza e perfezione dellanimo umano, ma il luogo dove la
realtà ci assale con tutta la sua drammaticità. La vita è il
luogo delle contraddizioni: larte, perché è finzione,
può risolverle e superarle (e questa è la posizione idealista),
oppure può semplicemente rappresentarle (e questa è la
posizione realista).
Nei quadri di Caravaggio unattenzione particolare è sempre
riservata alla luce. Non poteva essere diversamente visto che
egli perseguiva una pittura realista. Ma il dato stilistico che
egli inventa è labolizione dello sfondo per circondare le
immagini di oscurità. Ottiene così un effetto molto originale:
le sue immagini sembrano sempre apparizioni dal buio. Le figure
appaiono grazie a sprazzi di luce: una fiaccola, uno spiraglio di
finestra aperta. In questo modo limmagine che si coglie è
solo una parte della realtà: solo quel tanto che la debole
illuminazione ci consente di vedere. Il resto rimane avvolto
dalloscurità, ossia dal mistero. È il buio che domina in
queste immagini, quasi ad accentuarne la drammaticità. Perché
questo buio è una specie di notte calata sul mondo, per
assorbirne i lati più gradevoli, e lasciarvi solo paura e
terrore.
Il buio è il luogo stesso delle nostre angosce e paure nei
confronti di dolori, morte, sofferenze. I quadri di Caravaggio ci
riportano proprio a questo territorio: è la pittura più
drammatica mai vista fino ad allora, e rappresenta
inevitabilmente quella oscurità, fatta di inquisizione e terrore,
che sembra calata sulle coscienze dopo lavvento della
Controriforma.