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L'autore dei quadri
piu' piccoli del mondo !
L'omologazione
ufficiale nel famoso libro del Guinness dei Primati (pag. 186
dell'edizione italiana 1996) premia la sua attività di grande
impegno pittorico e tecnico, attraverso il quale è giunto a fare
quadri microscopici delle dimensioni di 0,25 mm. di diametro (0,049
mmq. di superficie), come nel caso del quadro con il volto di
Oliver Hardy, eseguito dentro la cavità di un ago da siringa, o
come un paesaggio marino nella cruna di un piccolo ago da sarta.
A pensare che il Busonero aveva creato questo filone artistico
come provocazione per dimostrare che la pittura, oltre a non
avere confini prestabiliti di ordine stilistico, non soggiace
neanche a limiti spaziali. A vedere questi quadri che ad occhio
nudo non sono altro che un puntino o poco più - ma ecco che l'artista
si è premurato di aggiungere una foto ingrandita - non si può
assolutamente rimanere indifferenti. Ciò che stupisce è che la
figura tanto piccola, sia ben definita e mantenga la qualità dei
quadri più grandi. La sua capacità di operare nell'incredibilmente
piccolo, frutto di un'abilità e di una pazienza straordinaria,
hanno destato l'attenzione e la curiosità dei moderni mezzi di
comunicazione, tanto che l'artista è stato chiamato a presentare
le sue 'tele' nelle più rinomate rubriche televisive, ed i
giornali a forti tirature hanno parlato di lui con critica
positiva.
La sua pittura,
tutta giocata in senso figurativo, esprime un modo di sentire,
una presa di coscienza degli oggetti e della natura, un bisogno
insopprimibile di rappresentare la realtà come è, sulla base
della tradizione impressionistica, da cui ha sviluppato una
evoluzione personale. Qualche volta però l'artista si abbandona
al fascino di riprodurre fedelmente le celebri opere dei maestri
della Scuola di Parigi, rendendogli così il dovuto
riconoscimento e nel contempo spostando una reverente sfida nel
campo del puro virtuosismo tecnico, che si esplica nella
dimensione molecolare, cui la civiltà e la scienza oggi fanno
continuo riferimento. Protagonisti delle sue opere sono la luce e
le tinte equilibrate, la cui sintesi ottica procede in modo
razionale, offrendo all'osservatore un godimento immediato. Ciò
non vuol dire che la sua pittura è statica e ripetitiva, al
contrario vi è la continua ed - oserei dire - ossessiva ricerca
di nuovi accostamenti cromatici e di nuove tecniche, che denotano
una grande maturità ed una sensibilità non comune. Il 'demone'
del volersi spingere sempre più avanti lo porta a soventi crisi
di ripensamento a cui segue inevitabilmente una pausa di
meditazione da cui nascono sempre nuove idee e nuova linfa vitale.
Quanto appaiono
lontani nel tempo, seppure legati tra loro da un nesso logico
evolutivo, il primo periodo ritrattista, il tempo del grande
formato con marine e campagne maremmane e il ciclo delle
originali e belle carte geografiche pitturate, ritenute tanto
valide da essere poi riprodotte in stampa. Busonero ci propone
volutamente anche alcune opere dipinte su schede telefoniche
esaurite, frutto di una esperienza creativa precedente, oltre che
numerosi studi riproduttivi di opere dei maestri dell'impressionismo.
Hanno parlato di
lui
MAURIZIO COSTANZO
nel suo show televisivo: "Credetemi, una cosa davvero
pazzesca: non ho mai visto una cosa del genere. rendiamoci conto
di questo: non è normale dipingere su quelle superfici, poi
oltretutto ... ha anche il gusto del dettaglio!"
Il critico d'arte
VITTORIO SGARBI, durante la sua trasmissione televisiva 'Sgarbi
quotidiani' parlando dell'artista: 'Busonero, credetemi, è un
campione! E' a tal punto virtuoso che solo l'occhio miope dello
Sgarbi poteva riconoscere in questa macchia rosa un dipinto di
Renoir e, nella cruna di questo piccolissimo ago da sarta, dove
non 'passerebbe neppure un cammello', una marina.
RAI UNO, in una edizione della trasmissione di Uno Mattina Estate,
ha presentato alcune delle sue opere.
RAI DUE, nella trasmissione di Mattina in famiglia, ha mostrato,
insieme alle numerose piccole miniature, anche il ritratto di
Olliver Hardy dipinto dentro la condotta di un piccolissimo ago
di siringa, su una superficie di 0,049 mmq.
TELEMONTECARLO, in una intervista del telegiornale ed in una
trasmissione condotta da Marco Balestri.
Il libro del GUINNESS DEI PRIMATI, edizione italiana 1996:
Stefano Busonero ha dipinto un ritratto della dimensione di 0,30
x 0,35 mm. raffiguarnte Padre Pio su taglio di una scheda
telefonica.
L'UNITA' Con un potente microscopio ed una mano fermissima,
Busonero dipinge su 'tele' più piccole del decimo di millimetro
quadrato. Ha una sola difficoltà: quella di firmare le sue opere.
IL MESSAGGERO L'artista santostefanese, detto dai suoi compaesani
'FINDIFERRO', dipinge sulle PUNTE di aghi quadri microscopici,
visibili solo con lo stereoscopio.
LA SETTIMANA
ENIGMISTICA ha inserito una opera dell'artista nella rubrica 'STRANO
MA VERO'.
Molteplici citazioni sui giornali ed in particolare su LA NAZIONE
ed IL TIRRENO.
Cenni biografici
Stefano Busonero è
nato a Porto S.Stefano nel Monte Argentario (Italia) il 13
Gennaio 1947.
La sua sensibilità di artista è stata influenzata dallo
scorrere lento della vita di un piccolo paese di mare, dove il
turismo era fatto di poche persone, quando i mestieri della pesca
e dell'agricoltura conservavano un sapore e una tradizione che
venivano da lontano, e soprattutto quando la solidarietà e i
rapporti umani avevano un significato genuino. Non è perciò
azzardato dire che in quegli anni approda il substrato
psicologico che anima le sue opere, ed è naturale che nelle sue
tele, create durante le lunghe ore della navigazione, siano
ritratti personaggi tipici di paese e struggenti marine maremmane.
L'artista ha frequentato con grande profitto l'Istituto Tecnico
Nautico, dove si è diplomato nel 1968. Quasi subito si è
imbarcato e tuttora la sua attività lavorativa rimane quella di
'Direttore di Macchina'.
Pur non avendo compiuto specifici studi d'arte, il pittore da
anni si è immerso, quale autodidatta, nello studio degli antichi
e moderni Maestri della pittura, esaminando a fondo le varie
tecniche.
Dalle prime esperienze ritrattistiche e paesaggistiche, è
passato a quelle delle carte geografiche - in senso paesaggistico
- di alcune isole e promontori d'Italia, per poi approdare al
piccolo formato dipinto su schede telefoniche esaurite ed infine
alla pittura microscopica.
Stefano Busonero è felicemente sposato con Danila ed ha una
figlia di nome Pamela.